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5/6/2006 Cerca di capire...Lo sa come si fa a riconoscere se qualcuno ti ama? Ti ama veramente, dico?
-Non ci ho mai pensato.
-Io sì.
-E ha trovato una risposta?
-Credo che sia una cosa che ha a che vedere con l'aspettare. Se è in grado di aspettarti, ti ama.
Alessandro Baricco
![]() 5/3/2006 Oceano MareLa vita si ascolta come si ascolta il mare: le onde montano, crescono, cambiano le cose.
Poi tutto torna come prima, ma non é più la stessa cosa. Alessandro Baricco
![]() 5/2/2006 Il cuore ha sempre ragioneOsservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso.
Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. Da "Elogio della follia"
Erasmo da Rotterdam
![]() 4/27/2006 Fare l'amore... così...Quella calma... quella dolcezza... come una musica leggera... che ti tocca appena... tutto te stesso diretto in un unica direzione... l'amore... gli occhi che si sfiorano... non sono mai così dolci come quando si fa l'amore... e poi il fuoco... e ancora la pacatezza... dei piccoli gesti... tenersi per mano come se fosse un camminare sulle sponde di quell'oceano che chiamerei magia... poi gli occhi si chiudono in un abbraccio caldo, caldissimo, splendido... Guardare in controluce le mani che intrecciano giochi incerti... una carezza... un bacio appena appoggiato... e non c'è altro... il mondo è tutto lì, è lei...
Max
![]() 4/30/2005 Oceano Mare 2^ parteSabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore. Sul cavalletto una tela. E come una sentinella, questo bisogna capirlo, in piedi a difendere quella porzione di mondo dall'invasione silenziosa della perfezione, piccola incrinatura che sgretola quella spettacolare scenografia dell'essere. Giacchè sempre è così, basta il barlume di un uomo a ferire il riposo di ciò che sarebbe a un attimo dal diventare verità e invece immediatamente torna ad essere attesa e domanda, per il semplice e infinito potere di quell'uomo che è feritoia e spiraglio, porta piccola da cui rientrano storie e fiumi e l'immane repertorio di ciò che potrebbe essere, squarcio infinito, ferita meravigliosa, sentiero di passi a migliaia dove nulla più potrà essere vero ma tutto sarà. Proprio come sono i passi di quella donna che avvolta in un mantello viola, il capo coperto, misura lentamente la spiaggia, consumando la distanza che la separa dall'uomo con il cavalletto fino a giungere a qualche passo da lui. L'uomo non si volta neppure. Continua a fissare il mare. Silenzio. Le setole del pennello lasciano dietro di sè l'ombra di una pallidissima oscurità che il vento da nord immediatamente asciuga riportando a galla il bianco di prima. Acqua. Nella tazza di rame dove intinge il pennello c'è solo acqua, e sulla tela niente, niente che si possa vedere. - Plasson, sono giorni e giorni che lavorate quaggiù. Cosa vi portate in giro a fare tutti quei colori se non avete il coraggio di usarli? - Vi prego Madame, non muovetevi. Poi avvicina il pennello al volto della donna, esita un attimo, lo appoggia sulle labbra e lentamente lo fa scorrere da un angolo all'altro della bocca. Sulle labbra della donna rimane l'ombra di un sapore che la costringe a pensare " acqua di mare quest' uomo dipinge il mare con il mare". 4/27/2005 Oceano Mare 1^ parte
Un pittore che dipinge il Mare.... un professore che cerca di capire dove finisce il Mare... una donna bellissima... una ragazza che non voleva morire... un uomo misterioso... un prete... degli strani bambini...il vento che soffia sempre da Nord... Tutti in quella locanda Almayer, sette stanze... Tutti lì, a cercare qualcosa, in bilico sull'oceano, nell'oceano Mare. Un uomo, di fianco dei bambini strani, racconta.... Un vecchio, davanti a lui il Mare. Mentre mette un piede davanti all'altro, così lentamente, ed entra nel Mare, lui solo, dentro il Mare. Le onde scivolano avanti indietro e sembra che se lo porteranno via. E invece niente, rimane lì, come piantato nell'acqua, gli occhi fissi davanti a sè. Gli occhi dritti in quelli del Mare. Silenzio. Non si muove più nulla, tutt'intorno. Un incantesimo. Allora il vecchio abbassa gli occhi, immerge una mano nell'acqua e lentamente disegna il segno di una croce. Lentamente. Benedice il Mare. Ed è una cosa enorme, dovete riuscire ad immaginarla. un debole vecchio, un gesto da niente. e d'improvviso l'immenso Mare ha una scossa, tutto il Mare, fino all'ultimo orizzonte, trema, si scuote, si scioglie, scivola nelle sue vene la benedizione che incanta ogni onda, e tutte le navi del mondo, gli abissi piu profondi, le acque più scure, quelli che se ne stanno andando, quelli che hanno paura, quelli che lo stanno guardando, stregati, commossi, felici, segnati, quando, per un istante, il Mare china il capo, l'immenso Mare, e non è più un enigma, non è più nemico, non è più silenzio ma uno spettacolo per uomini salvi. La mano di un vecchio. Un segno nell'acqua. Guardi il Mare e non fa più paura. Fine. Silenzio. - è una storia vera? - Ora non lo è più. - Perchè? - Non si riesce più a benedire il Mare. - Ma quel vecchio ce la faceva. - Quel vecchio aveva qualcosa dentro. - La magia? - Qualcosa del genere. - Tu sei venuto per benedire il Mare? - No. - E allora che ci fai qui? - Se il Mare non si può benedire, forse, lo si può ancora dire. Dire il Mare, dire il Mare, dire il Mare. Perchè non tutto quel che c'era nel gesto di quel vecchio vada perso, perchè magari un lembo di quella magia ancora vagola nel tempo, e qualcosa potrebbe trovarlo, e fermarlo prima che sparisa per sempre. Dire il Mare. Perchè è quello che ci resta. Perchè davanti a lui, noi senza croci, senza vecchi, senza magia, dobbiamo pur averla un'arma, qualcosa, per non morire in silenzio, e basta. - Basta una sola parola per dire il Mare? - Si. - Non si può usare la parola Mare? - No, non si può usare Mare. - E allora è impossibile. - Chi lo sa, cosa è impossibile. L'uomo prese una pietra e la scagliò nel mare. - Pluff, disse un bambino. Ma la pietra iniziò a saltare, non la smetteva più, sempre più lontana, come se l'avessero liberata. Sembrava non volesse più fermarsi. E non si fermò più. Forse un giorno,qualcuno sarà così stanco che la troverà. Fine
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