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    2/29/2008

    A Giulia...

    Ti vidi piangere: la grande lacrima lucente
    Coprì quell'occhio azzurro
    E poi mi parve come una viola
    Stillante rugiada...

    Ti vidi sorridere: la vampa di zaffiro
    Accanto a te cessò di brillare...
    Non poteva eguagliare i raggi che affollavano
    Vividi quel tuo sguardo...

    Come le nubi dal sole lontano
    Ricevono un colore intenso e caldo
    Che a stento l'ombra della sera vicina
    Può cacciare dal cielo,

    Quei sorrisi infondono nell'animo
    Più triste gioia pura...
    Il loro sole lascia dietro un fuoco
    Che risplende sul cuore...

    Byron  

       

    10/4/2007

    L'amore era...

    Avvolti nell'oscurità, ella confessò ed egli aveva già perdonato...
    è per questo che si vive, disse...
    due teste  su un cuscino dove tutto è consenso
    ed esiste solo la sicurezza di stare l'uno con l'altro...
    Come, ella si chiese, come trovare una simile speranza
    nella parte più vergognosa di lei...
    Finalmente fu in grado di definire l'amore...
    L'amore era...
     
     
    9/23/2007

    A te...

    Mare maestoso
    In fondo alla notte
    Sui tuoi abissi ti dondoli
    Come lei sui fondali del mio cuore
    Sempre trovo in te echi di lei
    E, mentre una docile tenera brezza
    Porge alle onde la sua carezza,
    I suoi capelli sono fluenti flutti oscuri
    Ed io scoglio che aspetta ogni notte la sua marea
    Lingua di terra che si protende nell’immensità
    Vela che naviga verso l’infinito orizzonte
    Sempre mi immergo in te, vasto mare
    come il mio pensiero nell’amore per lei ...
     
     
    3/21/2007

    L'uomo e il mare

    Uomo libero, sempre tu amerai il mare!

     Il mare è il tuo specchio; tu miri, nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.

     Il tuo spirito non è abisso meno amaro.

    Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine; tu l'abbracci con gli occhi e con le braccia, e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.

    Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti: uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete, tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.

    E tuttavia sono innumerevoli secoli che vi combattete senza pietà né rimorsi, talmente amate la carneficina e la morte, eterni lottatori, fratelli.

     

     

     

    10/10/2005

    Al regno della Fatina...

    Era solo per ricoradare il primo verso di una poesia
    una scusa per chiedere scusa
    un modo elegante per andarsene via
    o soltanto per averti pensato o aver pensato male
    per averti dimenticata nei regali di natale
    e averti visto sanguinare le ossa
    o sudare le mani
    tutta la notte sanguinare le ossa e maledire domani.
    E aver lasciato le tue rose bianche
     per non darti un dispiacere
    per non farmi notare
    per guardarti dormire...
    Era solo per ricordare un altro tipo di situazione
    come una piccola città di mare o una stufa a carbone
    che non tirava se tirava vento
    sul tuo cappotto rivoltato
    là sotto i portici sentivi già l'estate...
    poi all'improvviso tutti gli anni per terra...
    e la vita che non risponde e il tempo che non fa il suo dovere...
    E per non darti un dispiacere
    per non farmi notare
    per guardarti dormire...
    Era solo per chiacchierare
    versare il vino spezzare il pane
    pagare pegno, ricominciare.
    Era solo per ricordare l'ultimo verso dell'infinto
    che nei tuoi occhi come uno stagno
    che accarezza solo il tuo vestito.
    E certamente non aveva senso
    se tutto quanto era già stato detto
    o c'erano cose da dire ancora...
    E per non darti un dispiacere
    per non farmi notare
    e per guardarti dormire...
     
    9/21/2005

    A te, Dolce...

    Demoni e meraviglie. 
    Venti e
    maree 
    Lontano di gia' si e' ritirato il mare. 
    E tu, 
    come alga dolcemente accarezzata dal vento, 
    nella sabbia del tuo
    letto ti agiti sognando.
    Demoni e meraviglie. 
    Venti e
    maree 
    Lontano di gia' si e' ritirato il mare. 
    Ma nei tuoi occhi
    socchiusi 
    due piccole onde son rimaste.
    Dem
    oni e meraviglie. 
    Venti e maree. 
    Due piccole
    onde per annegarmi.
     
    Jacques Prevert
     
     
    9/15/2005

    Soldati...

    Si sta,
    come d'autunno,
    sugli alberi
    le foglie.
    Giuseppe Ungaretti
     
     
    9/10/2005

    A te, per l'ultima volta...

    Con il mare proprio sotto casa mia
    il mio destino in fondo quale vuoi che sia.
    Ho scelto la mia vita libera e 
    può darsi che non torni più.
    Del mio ricordo fanne un po' quel che vuoi tu.
     
    E tutto il tempo in cui non ho vissuto,
    gli anni passati a guardare chi tornava e chi no.
    Quelli non li ricordare,
    quelli non ci sono più.
    Apri un po' gli occhi, resti solamente tu.
     
    Quando il volo dei gabbiani mi accompagnerà,
    il vento renderà la mia vela sempre più grande,
    e quando sarò già lontano
    e non potrai vedermi più,
    apri gli occhi, allora sarai solo tu
     
    Il giorno che la voce del vento si farà lontana,
    forse sui capelli avrò tutto il bianco del sole ormai
    e se avrò voglia di tornare
    certamente lo farò,
    spero tanto che non ti ritroverò.
    Del mio ricordo ormai, fanne un pò quel che vuoi tu.
    Max
     
     
    8/31/2005

    Musica dell'anima...

    Chiaro di Luna scendi in fondo al Mare e arriva dove il vento non può arrivare.
    E trova le parole per calmare questa acqua che si mescola col sale, quest'onda sulle rive delle ciglia, che un pò t'incanta e un pò ti meraviglia.  
     
    8/30/2005

    Volontà...

    Io se avessi una penna ti scriverei,
    se avessi più fantasia ti disegnerei
    su fogli di cristallo da frantumare, 
    e guai se avessi un coltello per tagliare. 
    che se facesse pioggia ti riparerei
    che se facesse ombra ti ci nasconderei.
    Se fossi un vero viaggiatore t'avrei già incontrata
    e ad ogni nuovo incrocio mille volte salutata,
    se fossi un guardiano ti guarderei.
    Se fossi un sacerdote come un'orazione
    con la lingua tra i denti ti pronuncerei,
    se fossi un sacerdote come un salmo segreto
    con le mani sulla bocca ti canterei.
    se avessi labbra migliori ti abbatterei.
    Se avessi buone le parole ti fermerei,
    ad un angolo di strada io ti fermerei e
    ad una croce qualunque ti inchioderei.
    E invece come un ladro come un assassino
    vengo di giorno ad accostare il tuo cammino
    per rubarti il passo, il passo e la figura
    e amarli di notte quando il sonno dura. 
    E amarti per ore, ore, ore
    e ucciderti all'alba di altro amore. 
    Perdona
    se non ho avuto il tempo di imparare
    se io non ho avuto il tempo
    di imparare.

     
    8/3/2005

    Per te dolce...

     E' bello sentirti vicino a me nella notte,
    invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
    mentr'io districo le mie preoccupazioni
    come fossero reti confuse.

    Assente il tuo cuore naviga nei sogni,
    ma il tuo corpo così abbandonato respira
    cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
    come una pianta che si duplica nell'ombra.

     Eretta, sarai un'altra che vivrà domani,
    ma delle frontiere perdute nella notte,
    di quest'essere e non essere in cui ci troviamo.

    Qualcosa resta che ci avvicina nella luce della vita
    come se il sigillo dell'ombra indicasse
    col fuoco le sue segrete creature.

     

     
    7/15/2005

    Cielo...

    Papà, lasciamo tutti e andiamo via.
    Papà, lasciamo tutto e andiamo via.
     
     
    7/14/2005

    Luna

    Un giorno all'improvviso
    la luna si stancò
    di guardare il mondo di lassù;
    prese una cometa,
    il volto si velò
    e fino in fondo al cielo camminò.
    E sorpresa fù
    che la bianca distesa
    non fosse neve.
    Eran solo sassi
    e i piedi si ferì,
    piangendo di nascosto lei fuggì.
    Affrontare il mondo a piedi nudi
    non si può
    e dall'alto a spiarlo lei restò.
    E sorpresa non è più
    che la bianca distesa
    non sia neve.

     

     

    7/13/2005

    A Sara...

    Tutto è permanente tranne il cambiamento...
     
    6/30/2005

    Tramonto nel porto..

    Nero fazzoletto di mare tra i miei sogni e me, il sole mi ha bruciato gli occhi che sorridevano, e le mie mani col tempo orami son diventate vecchie.. navigando tra tempeste di silenzi e di lontatni echi, quando penso che potrei star meglio mi dico: L'uomo piu vicino al dolore più giusto è...
    E di notte qualche volta il mare fa paura. L'uomo piu e lontano dagli altri piu è vicino a se... e il mare si riprende cio che mi ha dato.. mentre il pianto grigio della mia mente sa pensando a te...
     
    6/17/2005

    Perchè tu possa ascoltarmi...

    Perchè tu possa ascoltarmi le mie parole
    si fanno sottili, a volte,
    come impronte di gabbiani sulla spiaggia.

    Collana, sonaglio ebbro
    per le tue mani dolci come l'uva.

    E le vedo ormai lontane le mie parole.
    Più che mie sono tue.
    Come edera crescono aggrappate al mio dolore antico.

    Così si aggrappano alle pareti umide.
    E' tua la colpa di questo gioco cruento.

    Stanno fuggendo dalla mia buia tana.
    Tutto lo riempi tu, tutto lo riempi.

    Prima di te hanno popolato la solitudine che occupi,
    e più di te sono abituate alla mia tristezza.

    Ora voglio che dicano ciò che io voglio dirti
    perchè tu le ascolti come voglio essere ascoltato.

    Il vento dell'angoscia può ancora travolgerle.
    Tempeste di sogni possono talora abbatterle.
    Puoi sentire altre voci nella mia voce dolente.
    Pianto di antiche bocche, sangue di antiche suppliche.
    Amami, compagna. Non mi lasciare. Seguimi.
    Seguimi, compagna, su quest'onda di angoscia.

    Ma del tuo amore si vanno tingendo le mie parole.
    Tutto ti prendi tu, tutto.

    E io le intreccio tutte in una collana infinita
    per le tue mani bianche, dolci come l'uva.

    Pablo Neruda

     

     

    6/13/2005

    Così...


    Mi piaci quando taci

    Mi piaci quando taci perché sei come assente,
    e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
    Sembra che gli occhi ti sian volati via
    e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

    Poiché tutte le cose son piene della mia anima
    emergi dalle cose, piene dell'anima mia.
    Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
    e rassomigli alla parola malinconia.

    Mi piaci quando taci e sei come distante.
    E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
    E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
    lascia che io taccia col tuo silenzio.

    Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
    chiaro come una lampada, semplice come un anello.
    Sei come la notte, silenziosa e costellata.
    Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

    Mi piaci quando taci perché sei come assente.
    Distante e dolorosa come se fossi morta.
    Allora una parola, un sorriso bastano.
    E son felice, felice che non sia così.

    Pablo Neruda

     

     

    6/10/2005

    Vivi e combatti mio Zahir...

    Abbiamo perso...

    Abbiamo perso anche questo crepuscolo.
    Nessuno ci ha visto stasera mano nella mano
    mentre la notte azzurra cadeva sul mondo.

    Ho visto dalla mia finestra
    la festa del tramonto sui monti lontani.

    A volte, come una moneta
    mi si accendeva un pezzo di sole tra le mani.

    Io ti ricordavo con l'anima oppressa
    da quella tristezza che tu mi conosci.

    Dove eri allora?
    Tra quali genti?
    Dicendo quali parole?
    Perchè mi investirà tutto l'amore di colpo
    quando mi sento triste e ti sento lontana?

    E' caduto il libro che sempre si prende al crepuscolo
    e come cane ferito il mantello mi si è accucciato tra i piedi.

    Sempre, sempre ti allontani la sera
    e vai dove il crepuscolo corre cancellando statue.

    Pablo Neruda

     

    6/6/2005

    Ventesima Poesia

    Posso scrivere i versi più tristi, stanotte.

    Scrivere, per esempio: "La notte è stellata",

    e tremano, azzurri, gli astri in lontananza.

    Il vento della notte gira nel cielo e canta.

    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

    Io l'ho amata e a volte anche lei mi amava.

    In notti come questa l'ho tenuta tra le braccia.

    L'ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

    Lei mi ha amato e a volte anche io l'amavo.

    Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

    Sentire la notte immensa,

    amcor più immensa senza di lei.

    Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

    Pensare che non lì ho più. Sentire che l'ho persa.

    E il silenzio scende sull'anima come la rugiada sul prato.

    Poco importa che il mio amore non abbia potuto fermarla.

    La notte è stellata e lei non è con me.

    Questo è tutto, lontano qualcuno canta.

    Lontano.

    La mia anima non si rassegna di averla persa.

    Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca.

    Il mio cuore la cerca e lei non è con me.

    La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.

    Noi, quelli di allora, già non siamo gli stessi.

    Io non l'amo più, è vero, ma quanto l'ho amata.

    La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.

    D'un altro, sarà d'un altro, come prima dei miei baci.

    Ormai non l'amo più, è vero, ma forse l'amo ancora.

    E così breve l'amore e così lungo l'oblio.

    E siccome in notti come questa l'ho tenuta tra le braccia,

    la mia anima non si rassegna d'averla persa.

    Benchè questo sia l'ultimo dolore che lei mi causa,

    e questi gli ultimi versi che io le scrivo.

    Pablo Neruda